Per la PSA fondamentali sorveglianza e biosicurezza

N° 1392 | 29 ottobre 2025 | La Settimana Veterinaria

Articolo di Chiara Galbiati

La PSA ha una letalità del 90%, e ciò determina una depopolazione dei cinghiali; tuttavia, per il cosiddetto “effetto spugna” delle dinamiche di popolazione, nuovi cinghiali fanno il loro ingresso nel territorio contaminato infettandosi con le carcasse dei morti e perpetuando così l’epidemia.

La situazione della peste suina africana in Italia desta la preoccupazione non solo di veterinari e allevatori, ma anche delle autorità sanitarie dei Paesi limitrofi. Cosa è stato fatto per arginare la malattia?

In Europa la peste suina africana (PSA) è presente dal 2014; sussistono però alcune differenze legate alla natura del territorio dei singoli Paesi e alle modalità adottate per affrontare le ondate epidemiche. L’Associazione donne medico veterinario (ADMV) ha proposto un momento di approfondimento su questa patologia affidandone la trattazione alla dott.ssa Carmen Iscaro, virologa e dirigente dell’IZS di Umbria e Marche, Centro di referenza nazionale per le malattie da pestivirus e asfivirus.

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